Audience watching a live musical performance on a stage in an outdoor amphitheater at sunset

Podcast Episode 1: Italian Shakespeare Festival 2026

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Pip: Shakespeare, il Salento, e premi assegnati al Campidoglio — se non è un crossover d’autore, non so cos’altro chiamarlo.

Mara: In questo episodio seguiamo le notizie firmate da Arcibal’d Arcibal’dovic sull’Italian Shakespeare Festival 2026: chi ha vinto, chi rappresenterà l’Italia in Europa, e cosa significa per il teatro shakespeariano pugliese. Cominciamo proprio dalla premiazione di Roma.

Italian Shakespeare Festival 2026: vincitori e palcoscenici

Pip: Il 14 maggio la Sala del Carroccio del Campidoglio ha ospitato la premiazione dell’edizione 2026 dell’Italian Shakespeare Festival. La domanda concreta è: chi ha vinto, e cosa comporta quella vittoria?

Mara: Il post è diretto sul punto centrale: “Vincitore dell’edizione 2026 è lo spettacolo ‘I Will’, del regista Luca Pizzurro. Lo spettacolo parteciperà alla fase finale dell’European Shakespeare Festival di Utrecht.”

Pip: Quindi la vittoria non è solo un riconoscimento simbolico — porta direttamente a Utrecht, alla fase finale europea. È un passaggio concreto verso una vetrina internazionale.

Mara: Esatto. E accanto al vincitore assoluto, c’è un secondo riconoscimento che riguarda più da vicino il territorio di questo festival. Lo spettacolo “Stasera va in scena Re Lear”, scritto, diretto e interpretato da Salvatore Cezza e Antonio Sparascio, ha ricevuto il premio come Miglior adattamento.

Pip: Un riconoscimento nazionale per il teatro shakespeariano pugliese — non è un dettaglio da poco, considerando che stiamo parlando di una competizione che si conclude al Campidoglio.

Mara: È proprio il punto. Cezza e Sparascio portano in scena un Re Lear che evidentemente ha convinto la giuria sul piano dell’adattamento — la categoria premia chi rielabora Shakespeare in modo originale, non chi lo replica.

Pip: Il che solleva una domanda interessante: cosa distingue un adattamento premiabile da una semplice messa in scena? La risposta, in questo caso, è nella firma doppia — scrittura, regia e interpretazione tutte nelle stesse mani.

Mara: Uno spettacolo a conduzione molto compatta, sì. E il fatto che rappresenti il teatro shakespeariano pugliese in una competizione nazionale dice qualcosa sulla vivacità di questo ecosistema locale.

Pip: Utrecht per “I Will”, un Miglior adattamento per la Puglia — il festival porta a casa risultati su entrambi i fronti.

Mara: E questi risultati si inseriscono in un contesto più ampio che il Salento Shakespeare Festival continua a tenere sotto osservazione.


Pip: Teatro pugliese sul palco nazionale, teatro italiano verso Utrecht — la geografia shakespeariana si allarga.

Mara: La prossima puntata seguirà come andrà. Restate con noi.

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